Le successioni

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1 webinar MC successioni – modulo Advanced: focus sugli argomenti del secondo semestre

Questi invece gli argomenti che verranno approfonditi nel secondo semestre del corso master class successioni mod. advanced 2015

 Accettazione con beneficio d’inventario

 Nel momento in cui un erede accetta l’eredità può farlo in forma pura e semplice (tacita per fatti concludenti o espressa con una dichiarazione) ed in tal caso confonderà il proprio patrimonio personale con quello del de cuius, diventando matrimonialmente responsabile dei debiti contratti dal de cuius anche con il proprio patrimonio personale, oppure farlo con beneficio di inventario (naturalmente possibile solo in forma espressa).

 In questo secondo caso il soggetto avrà la possibilità di mantenere il proprio patrimonio personale separato da quello del de cuius preservandolo da eventuali aggressioni di creditori dello stesso. Per mantenere detto beneficio però è necessario che il richiedente rispetti tutti gli adempimenti richiesti dal codice civile avviando la collegata procedura giudiziale; pena la perdita del beneficio e la confusione dei due patrimoni.

Vedremo dunque nel dettaglio la procedura e tutti gli step da seguire per acquisire e soprattutto non perdere il beneficio.

 Le successioni di de cuius domiciliati fiscalmente in Italia e possessori di beni e attività estere

 La scelta di questo ulteriore argomento è ben evidente: sempre di più ciò troviamo di fronte a una realtà multirazziale ed un mondo internazionale, motivo per cui assume sempre più rilievo, da un lato, il diritto internazionale privato, dall’altro la gestione della fiscalità internazionale.

 La questione delle successioni internazionali viene affrontata innanzi tutto, nella lezione in questione, dal punto di vista fiscale.

L’aspetto rilevante da prendere in considerazione, dal punto di vista fiscale, è il domicilio fiscale del de cuius: sulla base di questo infatti si individua la competenza fiscale e quindi l’imponibilità fiscale della successione.

 In questo quadro si inserisce il certificato successorio europeo, il documento individuato dall’Unione Europea come necessario per il riconoscimento e la certificazione dello status di erede, valevole anche all’estero in tutto il territorio dell’Unione.

 Patti successori e patti di famiglia

 Argomento di nicchia ma che assume, anno dopo anno, un ruolo sempre più importante nel nostro ordinamento, sono i patti di famiglia ovvero quei contratti che, in deroga al divieto di patti successori, permettono all’imprenditore di trasferire la propria impresa, azienda, partecipazione sociale a quello/i dei suoi discendenti che prosegue nell’attività.

 Il patto, a differenza di un testamento o una donazione, atti in futuro riducibili dagli eredi legittimari pretermessi, vede come obbligatoria la partecipazione (e quindi l’accordo) e la liquidazione di tutti coloro che sarebbero eredi legittimari se in quel momento si aprisse la successione (in sostanza tutti coloro che avrebbero titolo a contestare la lesione della propria quota di riserva), e quindi impedisce a tutti la futura contestazione.

 I vincoli di destinazione: aspetti civili e fiscali

 Altro istituto che, rinnovato nei contenuti e nella sua applicazione, sta prendendo campo anche per gestire questioni successorie e di diritto familiare è il vincolo di destinazione.

Sempre esistito nel nostro ordinamento come istituto regolato nel dettaglio per soddisfare esigenze specifiche (vedi fondo patrimoniale o patrimonio destinato nelle società), il vincolo di destinazione è stato ora sdoganato come un istituto che permette di vincolare e destinare parti di patrimonio al perseguimento di qualunque finalità ritenuta lecita dal nostro ordinamento.

 All’interno dei vincoli di destinazione trova poi un posto d’onore il Trust, quell’istituto di common law tipico dei paesi di matrice anglosassone che permette di vincolare e destinare parte del patrimonio, costituito come un blocco a se stante e gestito dal soggetto gestore in base ad uno specifico programma di gestione.

 Oltre a studiare l’evoluzione e le ipotesi di applicazione di questi istituti ne vedremo anche il risvolto di imponibilità fiscale, che differenzia le singole tipologie di vincolo con trattamento impositivo diverso.

 Donazioni dirette ed indirette e atto di opposizione alla donazione

 Un ultimo argomento da approfondire: le donazioni.

La donazione, sia che avvenga in forma diretta, sia che avvenga in forma indiretta, spesso è utilizzata come anticipo di una successione, talvolta addirittura come un tentativo di pretermettere, parzialmente o totalmente, uno degli eredi legittimari. Ne consegue la contestazione, un domani che si aprirà la successione del donante, da parte dei legittimari, della donazione stessa con l’esperimento della azione di riduzione.

Azione di riduzione, esercitabile entro 10 anni dalla morte del de cuius, che potrebbe portare alla restituzione all’eredità di beni posseduti dal donatario anche da molto tempo, anche oltre il ventennio.

Contestualmente all’azione di riduzione l’erede dovrà poi esercitare la azione di restituzione nei confronti del terzo chiamato, acquirente del bene donato o titolare di diritti reali minori imposti sul bene stesso. Al contrario della azione di riduzione, l’azione di restituzione è preclusa a carico del terzo decorsi 20 anni dalla trascrizione della donazione, salvo che il futuro erede, prima del decorso di detto ventennio, non abbia notificato e trascritto l’atto di opposizione alla donazione.

È dunque interessante vedere il funzionamento di detto atto, l’unico che impedisce il consolidamento degli atti di terzo su donazioni fatte da un futuro de cuius una volta consolidato il decorso del ventennio.

 Naturalmente si rinvia al calendario di dettaglio ed alle singole lezioni in materia per gli approfondimenti necessari.

 


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