Le successioni

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Equiparazione per legge di figli legittimi e naturali

Facendo seguito alla Legge 219/2012  è ormai in dirittura d’arrivo il Decreto Legislativo che, approvato definitivamente in Consiglio dei Ministri, mette la parola fine a ogni tipo di distinzione e discriminazione tra figli naturali e legittimi, garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi.

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Casi di indegnità a succedere e conseguenze giuridiche

Il codice civile, nelle disposizioni a tutela del de cuius, prevede una specifica ipotesi di esclusione dalla successione di alcuni soggetti dalla successione: ovvero l’indegnità a succedere.

Detto istituto viene normato in particolare dagli artt.463 e seguenti del Codice che prevedono non una ulteriore ipotesi di incapacità a succedere bensì la previsione che l’indegno, dichiarato tale con sentenza, pur avendo acquistato per successione debba restituire quanto ricevuto (potest capere sed non retinere).

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Tipologie di divisione ereditaria e recente giurisprudenza.

La divisione ereditaria, normata all’interno del titolo IV del libro secondo (articoli 713 e seguenti), costituisce lo strumento di scioglimento della comunione ereditaria, e ha per oggetto non un singolo bene, ma l’intero patrimonio del defunto costituito da diritti su beni e da crediti, al netto dei debiti che lo gravano. È necessaria per passare dall’essere comproprietari pro quota  della comunione ereditaria, a proprietari in via esclusiva di singoli diritti in capo a ciascun erede, proporzionalmente al valore della quota a lui spettante.

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Accettazione dell’eredità: finalità e termini del beneficio di inventario

Nel momento in cui si apre una successione vengono individuati, per legge o per testamento, i chiamati all’eredità, ovvero coloro che hanno diritto ad acquisire il titolo di erede.

Per diventare erede il mero chiamato dovrà però effettuare un ulteriore passaggio: accettare l’eredità.

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Agevolazione prima casa: requisiti soggettivi

Premesso che in linea di principio, ogniqualvolta vi sia un passaggio di proprietà, sia esso a titolo gratuito o oneroso oppure inter vivos o mortis causa, chi acquista la titolarità di un immobile dovrà sostenere il pagamento delle seguenti imposte:
– imposta ipotecaria: nella misura del 2% del valore catastale del bene o del maggior valore indicato in atto;
– imposta catastale: nella misura dell’1% del valore catastale del bene o del maggior valore indicato in atto;
il nostro ordinamento fiscal, comunque, prevede la possibilità, per chi ha i requisiti richiesti dalla legge, di abbattere queste percentuali scontando al contrario la misura fissa di Euro 168,00 per ciascuna di queste imposte, applicando la cd. agevolazione “prima casa”.
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La posizione successoria del coniuge superstite.

Un argomento che suscita, in materia, particolare interesse è la posizione successoria del coniuge superstite.

Naturalmente il coniuge superstite in costanza di matrimonio è, ai sensi degli artt. 581 e seguenti del c.c., erede legittimo con quote diverse a seconda dei soggetti  con cui concorre.

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Posizione giuridica e diritti successori del nascituro

Per approfondire il tema dei diritti successori del nascituro è necessario effettuare, preliminarmente, una considerazione.

Il nostro ordinamento, in materia successoria, riconosce due posizioni giuridiche diverse, aventi anche diversa rilevanza sostanziale: il nascituro concepito e il nascituro non concepito.

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Status e attività del chiamato all’eredità

Premesso che lo status di erede si acquista solo con l’accettazione dell’eredità e che, solo in quel momento, che poi retrodata i suoi effetti al momento della apertura della successione, si ottiene la confusione patrimoniale tra il patrimonio dell’erede e quello del de cuius, con tutte le conseguenze patrimoniali e personali che ne derivano, il Codice civile tutela anche la posizione di un soggetto diverso,il chiamato all’eredità, ovvero colui che, al momento dell’apertura della successione risulta essere il soggetto che potrebbe, accettando l’eredità, diventare  erede.  

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La Legge 219/2012 e l’equiparazione dello status di figlio: conseguenze in materia successoria

Finalmente, dopo anni di discussioni politiche e sociali, il legislatore ha preso atto del mutare dei tempi e della necessità di equiparare i figli naturali, ormai molti, ai figli legittimi.

Quella dunque che era vista come una disparità di trattamento ormai insostenibile e, soprattutto, contraria al dettato costituzionale ed in particolare al principio fondamentale di uguaglianza sostanziale, vede dunque la strada per la sua definitiva eliminazione.

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Assegnazione quote ereditarie ai singoli chiamati

Un’altra questione in materia successoria che solleva alcuni dubbi operativi è l’assegnazione delle quote ai singoli chiamati, naturalmente diversa a seconda che ci si trovi di fronte ad una successione legittima o testamentaria.

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