Le successioni

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Il nuovo istituto della sospensione della successione

Recentemente ha visto la luce una importante modifica al codice civile, passata invece in sordina: la nascita dell’istituto della sospensione della successione.

Detto nuovo istituto, sicuramente di applicazione limitata ma non per questo meno importante, riguarda la posizione del soggetto che, avendo causato la morte del de cuius (a cui era unito per vincoli di coniugio o parentela), viene definito indegno a succedere.

L’istituto dell’indegnità a succedere, fino ad oggi normato dal solo articolo 463 del codice civile , prevedeva, tra le tassative ipotesi di indegnità, ai sensi del comma 1, l’esclusione dalla successione come indegno di “chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale”.

Detta indegnità, di cui all’art.463 c.c., però, ha il limite di non conseguire automaticamente, bensì di essere subordinata, anche ai fini garantistici e di tutela del chiamato, ad una pronuncia del Tribunale mediante la quale, accertata la causa di indegnità, vengono posti nel nulla gli effetti dell’accettazione. Tale sentenza ha effetti retroattivi: l’indegno è, pertanto, chiamato a restituire anche i frutti che gli sono pervenuti dall’apertura della successione e l’azione per ottenere la pronuncia di indegnità può essere proposta da coloro che sono potenzialmente idonei a subentrare al posto dell’indegno nella delazione ereditaria.

Ciò premesso, con l’introduzione nel nostro ordinamento, grazie alla Legge n. 4 dell’11 gennaio 2018, dell’articolo 463-bis del Codice Civile, recante il nuovo istituto della “Sospensione della successione” viene istituita la sospensione dalla successione nei confronti di chi risulti indagato per l’omicidio volontario o il tentato omicidio:
• del coniuge/unito civile;
• di un genitore;
• di un fratello/sorella;

fino all’emissione del decreto di archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento. Mentre perdura la sospensione viene altresì prevista la nomina di un curatore dell’eredità giacente ai sensi dell’articolo 528 del Codice Civile.
Cambia completamente dunque la prospettiva in questi casi specifici di indegnità a succedere (che prevede anche altre ipotesi diverse dall’omicidio). Infatti, finora, l’indegno non veniva escluso automaticamente dalla successione, essendo necessaria apposita sentenza fino alla quale egli era tranquillamente erede.
Questo faceva si che l’indegno potesse prendere possesso dell’eredità salvo poi restituirla in caso di sentenza di condanna o analoga, con tutte le conseguenze sull’ereditò che potevano conseguirne. Con la riforma invece intanto l’eredità viene congelata e consegnata ad un curatore e poi consegnata all’erede una volta confermata, all’esito deil processo penale, la linea ereditaria.
Di seguito il testo dell’articolo 463 bis:

Sospensione dalla successione
Sono sospesi dalla successione il coniuge, anche legalmente separato, nonché la parte dell’unione civile indagati per l’omicidio volontario o tentato nei confronti dell’altro coniuge o dell’altra parte dell’unione civile, fino al decreto di archiviazione o alla sentenza definitiva di proscioglimento. In tal caso si fa luogo alla nomina di un curatore ai sensi dell’articolo 528. In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, il responsabile è escluso dalla successione ai sensi dell’articolo 463 del presente codice.
Le disposizioni di cui al primo comma si applicano anche nei casi di persona indagata per l’omicidio volontario o tentato nei confronti di uno o entrambi i genitori, del fratello o della sorella.
Il pubblico ministero, compatibilmente con le esigenze di segretezza delle indagini, comunica senza ritardo alla cancelleria del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione l’avvenuta iscrizione nel registro delle notizie di reato, ai fini della sospensione di cui al presente articolo.


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