Le successioni

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Il diritto reale di usufrutto in successione: aspetti normativi e fiscali

 Tra gli istituti che, a vario titolo, si collegano alla materia successoria vi è, sicuramente, il diritto d’usufrutto.

Innanzi tutto è bene definire le caratteristiche di detto diritto reale minore:l’usufrutto è, a mente del codice civile, “il diritto riconosciuto all’usufruttuario di godere e disporre della cosa altrui, traendo da essa tutte le utilità che può dare (compresi i frutti), con l’obbligo di non mutarne la destinazione economica”.

Laddove sussista un diritto d’usufrutto peraltro, al proprietario del bene resta solo la nuda proprietà (ovvero la proprietà spogliata del potere di trarre utilità dalla cosa).

Il diritto reale di usufrutto, proprio per la sua evidente invasività, ha l’essenziale caratteristica di avere una durata obbligatoriamente temporanea in quanto una durata indeterminata sostanzierebbe, in pratica, la perdita del diritto di proprietà da parte del nudo proprietario; laddove le parti non abbiano contrattualmente stabilito una durata, comunque, essa non potrà eccedere la vita dell’usufruttuario.

L’usufrutto può essere costituito anche a favore di una pluralità di viventi e, se disposto esplicitamente nell’atto che trattasi di usufrutto congiunto, opera fra questi il diritto di accrescimento, estinguendosi in questo caso l’usufrutto alla morte dell’ultimo superstite, diversamente, alla morte di ogni usufruttuario, la relativa quota si consoliderà con la nuda proprietà.

Il diritto di usufrutto, infine, può sorgere per legge, per contratto e per testamento:

– per legge, ad esempio nel caso dei genitori che, quali esercenti la patria potestà, hanno l’usufrutto legale sui beni del figlio minore;

– per atto tra vivi, con atto pubblico o con scrittura privata autenticata nelle firme da un Notaio

– per testamento. Il testatore infatti può disporre dell’usufrutto riservandolo a uno o più soggetti.

In relazione alla successione peraltro il diritto d’usufrutto può venire in considerazione in due fattispecie diverse: quella della fine dell’usufrutto che faceva capo al de cuius e che quindi si estingue con il suo decesso e quella della costituzione di un nuovo usufrutto, da parte del de cuius, che ha disposto la scissione di un diritto di piena proprietà a lui riconducibile in testamento individuando due distinti beneficiari, il nudo proprietario da un lato e l’usufruttuario dall’altro.

Per quanto riguarda la prima ipotesi gli adempimenti connessi alla successione sono senza dubbio limitati: sarà necessario, per colui che, a seguito dell’estinzione dell’usufrutto, è tornato ad essere il pieno proprietario del bene immobile, effettuare la cd. riunione di usufrutto, per la quale va fatta la Domanda di Voltura Catastale da presentare all’Agenzia del Territorio competente.

Un po’ più complessa invece è la fattispecie che viene a configurarsi laddove il diritto d’usufrutto venga invece a costituirsi con il decesso del de cuius creando una scissione della piena proprietà in nuda proprietà e, appunto, diritto d’usufrutto.

In questo caso, in fase di successione, oltre a tutte le valutazioni di tipo normativo connesse alla ripartizione di diritti e doveri tra usufruttuario e nudo proprietario, vi sono da effettuare anche alcune valutazioni di tipo fiscale.

Innanzi tutto, al contrario della riunione di usufrutto, che sancendo l’estinzione del diritto non rileva assolutamente in fase di redazione della dichiarazione di successione e di liquidazione delle connesse imposte, in questo secondo caso, il diritto d’usufrutto, così come anche il diritto di nuda proprietà, sono oggetto di tassazione indiretta.

Resta però da capire come individuare la base imponibile su cui effettuare il calcolo dell’imposta e come calcolare il diritto di usufrutto.

Per quanto riguarda la base imponibile il legislatore fiscale, all’interno del D.Lgs.346/1990 cd. Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni, ci viene incontro stabilendo che la base imponibile, relativamente ai beni immobili compresi nell’attivo ereditario, e’ determinata assumendo:

a) per la piena proprietà, il valore venale in comune commercio alla data di apertura della successione (per liquidare l’imposta però si può utilizzare il valore minimo dichiarabile, parametrato alla rendita catastale, ad esclusione delle aree edificabili)

b) per la proprietà gravata da diritti reali di godimento, la differenza tra il valore della piena proprietà e quello del diritto da cui e‘ gravata;

c) per i diritti di usufrutto, uso e abitazione, il valore determinato a norma dell’art. 17 sulla base di annualità pari all’importo ottenuto moltiplicando il valore della piena proprietà per il saggio legale d’interesse.

 I criteri per il calcolo dell’usufrutto, poi, sono dettati dagli artt. 14 e 17 Testo Unico ed in particolare il valore dell’usufrutto vitalizio, è così determinato:

         a) moltiplicando il valore della piena proprietà per il tasso legale d’interesse (determinando un valore assimilare ad una rendita annuale);

         b) moltiplicando il suddetto valore per il coefficiente di cui alla tabella allegata al DPR 131/1986 in modo ragguagliarlo all’aspettativa di vita del titolare del diritto.

 Si ricorda altresì che detta tabella dei coefficienti, utilizzabile anche per valutare la consistenza dei diritti d’uso e abitazione, è stata recentemente modificata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che ha  emanato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28.12.2013 il decreto 23 dicembre 2013 recante nello specifico “Adeguamento delle modalita’ di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni in materia di imposta di registro e di imposta sulle successioni e donazioni”, applicabile con decorrenza gennaio 2014.


227 commenti

  1. sara anastasi ha detto:

    Buonasera, sto per avviare le pratiche per la successione di un immobile ereditato lo scorso anno alla morte di mia madre; nella casa abitavano lei e una delle mie 3 sorelle. Mia madre era ormai separata (non divorziata) in regime di separazione dei beni con un nuovo compagno (non mio padre), il quale alla sua morte si è subito insediato nuovamente in casa, sapendo, a ragione, di esserne legalmente proprietario per il 33%. Dopo quasi un anno, considerate le loro difficoltà a reperire la cifra necessaria all’atto di successione, ci troviamo a voler vendere la casa. La mia domanda è, qualora non si giunga ad una decisione comune, possiamo io le mie altre 2 sorelle (residenti altrove e nessuna di noi proprietaria di altri immobili, ma in affitto) chiedere loro un affitto proporzionale alla quota di nostra proprietà per l’occupazione di casa? La valutazione che ci è stata fatta non sembra corrispondere alle loro aspettative, e pur non lavorando e trovandosi in condizioni economiche a dir poco disastrose, sembrano farsi bastare l’avere un tetto sulla testa. Possiamo anche domandare di farci liquidare la nostra parte di casa? Ovviamente non ne avrebbero la possibilità ragion per cui vorrei chiedere almeno una cifra anche simbolica al mese. Grazie

    • Amministratore ha detto:

      i comproprietari di un immobile, se vogliono dividere le quote di proprietà possono trovare un accordo o, in mancanza di esso, possono procedere giudizialmente. Lei può quindi agire giudizialmente per chieder la divisione; o uno dei comproprietari compra le altre quote o l’immobile verrà venduto all’asta e verrà tra voi ripartito pro quota il prezzo ricavato.
      Alternativa è, ed è vostro diritto farlo, chiedere ai due occupanti la casa un affitto pro quota

  2. domenico franza ha detto:

    desideravo un vostro parere.-
    Mio figlio insieme a suo nonno hanno acquistato un ufficio il nonno si riservava l’usofrutto e mio figlio la nuda proprietà, il tutto con regolare atto notarile, alla morte del nonno che è coniugato in comunione dei beni , mio figlio diventa proprietario dell’ufficio o la moglie e gli eredi possono chiedere di rientrare nell’usofrutto pur non essendo messi nell’atto di acquisto notarile.

    • Amministratore ha detto:

      Gli eredi diversi dalla moglie sicuramente no; quanto alla moglie, essendo in comunione dei beni, dipende dalle specifiche dell’atto notarile.

      • Domenico franza ha detto:

        L atto notarile e fatto solo tra nonno che ha comprato al nipote e conservato l usofrutto e il nipote che deteneva la nuda proprieta nessin altra persona nea che la moglie del nonno veniva messA come usofruttuRia o con successioni dopo la morte del nonno.

      • Amministratore ha detto:

        se il nonno ha acquistato l’usufrutto a titolo oneroso esso, ai sensi dell’art.179 c.c., cade in comunione dei beni e quindi in quota parte rimane alla moglie

  3. sabrina pollarini ha detto:

    Volevo sapere se quando avviene una divvisione di beni l imu arriva sempre all usufruttuario o cambiano ke cose grazie

  4. Adriano ha detto:

    Buongiorno, con la morte di mio padre lo scorso anno ho ereditato una quota della casa di famiglia, la quale è ad oggi abitata dall’altro coniuge, cioè mia madre. Io vivo con la mia compagna in una casa in affitto ma sto acquistando la mia prima casa e intendo richiedere l’anticipazione del TFR alla mia azienda proprio per sostenere le spese di acquisto (e ristrutturazione).
    Il modulo che la mia azienda mi sottopone per la richiesta del TFR recita che dichiaro:
     di non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, su altra casa nel territorio del Comune dove si trova l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato;

    “di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.”.

    Così sembrerebbe che io non possa fare richiesta. Posso eccepire all’azienda che non ho “acquistato” ma ereditato la mia quota di proprietà, e che non posso ovviamente adibirla ad abitazione principale della famiglia, essendo occupata dall’usufruttuaria (e proprietaria in quota) che è mia madre?

    Grazie
    Adriano

    • Amministratore ha detto:

      Non vedo perché non possa fare richiesta: lei ha una quota di nuda proprietà sull’immobile che era anche di suo padre ma suppongo che l’agevolazione prima casa la abbia chiesta sua madre all’epoca e non lei quindi rispecchia entrambe le condizioni e, comunque, in riferimento ai requisiti prima casa (cui la dichiarazione fa evidente riferimento) prevedono che anche in caso la agevolazione si sia usata in fase di successione, fermi restando gli altri requisiti, possa essere usata nuovamente in fase d’acquisto.

  5. Silvia ha detto:

    Buongiorno vorrei porle il seguente quesito. Con i miei fratelli abbiamo acquistato un immobile e nel medesimo atto notarile abbiamo dato l’immobile in usufrutto a mia madre. Ora mia madre è morta, abbiamo già fatto la voltura catastale. Siamo in fase di vendita dell’immobile ed il notaio ci dice che nel nuovo atto io ed i miei fratelli dovremmo fare l’accettazione tacita dell’eredità. è corretto? Grazie

    • Amministratore ha detto:

      Tendenzialmente direi di no; se voi avete comprato la nuda proprietà e vostra madre l’usufrutto basta la riunione d’usufrutto che avete già fatto; se invece è stata vostra madre ad acquistare e donarvi la nuda proprietà allora può essere prudenziale trascrivere una accettazione dell’eredità che tuteli l’acquirente

  6. ezio azzolini ha detto:

    Mia figlia abita in una casa di cui io sono nudo proprietario e Lei usufruttuaria. Alla mia morte la mia seconda figlia che ha un’altra casa ma di sua proprietà potrà vantare diritti di successione sulla casa della prima figlia?grazie
    ps in caso positivo cosa devo fare per evitare liti in famiglia alla mia morte
    ed essere sicuro che la casa in usufrutto passi direttamente alla 1 figlia e non vada in successione

    • Amministratore ha detto:

      la casa andrà in successione per la nuda proprietà e verrà ripartita 1/2 a ciascuna elle sue figlie (se non ha moglie, altrimenti 1/3 ciascuna). Sua figlia, in ragione dell’usufrutto ne godrà pienamente fino alla sua morte ma la proprietà passerà per metà alle linee ereditarie dell’altra figlia.
      per evitarlo può donare la proprietà alla prima figlia (sapendo che l’altra potrebbe impugnarla un domani) così da evitare, salvo causa, la successione a favore anche della seconda figlia.

  7. maria grazia mattoni ha detto:

    muore il figlio nudo proprietario al 50% con la sorella, di una seconda casa il cui usufruttuario è il padre. si paga l’imposta catastale e ipotecaria??

  8. antonio ha detto:

    buongiorno, con la morte di mia madre, l’unico immobile di sua proprietà, è passato a me e agli altri 3 fratelli. uno dei miei fratelli abita tutt’oggi nell’appartamento, per lui risulta prima casa.
    Per evitare di pagare imu su seconda casa, possiamo fare un usufrutto al 100% al fratello residente nell’appartamento? e quanto ci verrebbe a costare indicativamente? grazie

    • Amministratore ha detto:

      Potete farlo e a quel punto l’Imu sarà tutta a carico di vostro fratello; in tal modo però gli cederete l’utilizzo integrale dell’immobile fino alla sua morte.
      Dovete quindi valutare se preferite pagare l’Imu e mantenere la proprietà piena (magari concordando un comodato a favore di vostro fratello in cambio del rimborso delle spese di Imu da voi sostenute ad esempio) oppure cedere usufrutto (e Imu) mantenendo solo la nuda proprietà.

      per quanto riguarda i costi dell’usufrutto dovete tener conto delle imposte (penso ipocatastali fisse perché vostro fratello chiederebbe agevolazione prima casa quindi 400 euro; imposta di bollo e tassa ipotecaria; eventuale imposta di donazione se il valore catastale del bene supera i 100.000 di esenzione) e, naturalmente, il costo del notaio.

  9. Antonio ha detto:

    Salve, ho un altro quesito…
    Mio suocero ha fatto testamento di suo pugno, indicando come eredi di un appartamento mia moglie e le sue due sorelle. In sostanza ognuna di esse avrà il 33.33 %.delle immobile
    Contestualmente ha indicato come usufruttaria mia cognata disoccupata e separata.
    La domanda è: risulta possibile fare ciò con il solo testamento? Quanto ci costerà a livello di notaio e tasse?. Grazie mille

    • Amministratore ha detto:

      Si si può fare, il Notaio servirà per pubblicare il testamento, a prescindere dal contenuto dello stesso.
      per le tasse se sua cognata chiede agevolazione prima casa potrete pagare le ipocatastali fisse (200+200+ tassa ipotecaria e bollo) e poi ci sara imposta di successione che voi tre pagherete su 1/3 di nuda proprietà ciascuno (sotto esenzione per 1 milione di euro a figlio) e lei come usufrutto (senza esenzioni).
      Le ricordo che l’imposta di successione è dovuta in via solidale salvo possibilità di regresso

      • Antonio ha detto:

        Grazie mille. Un ultima cosa.. dice che mia cognata pagherà imposta di successione ( senza esenzione)… A quanto corrisponde su immobile con rendite cacatastale pari ad 425 euro?
        Grazie

      • Amministratore ha detto:

        Se fosse piena proprietà sui 3500 se ancora non divorziati; sui 4700 se divorziati … con usufrutto sarà un po’ meno ma dipende dall’età dell’usufruttuario

  10. Lia ha detto:

    Buongiorno. Ieri sera mia zia (di 87 anni, senza figli, moglie del fratello di mio papa’ entrambi deceduti) mi ha comunicato di voler lasciare tramite testamento la sua meta’ della casa di famiglia (costruita a suo tempo dai miei nonni, genitori di mio padre e del fratello, della quale io sono proprietaria dell’altra meta’ come prima casa) ad una fondazione di volontariato lasciando a me l’usufrutto. Non trattandosi dell’unico suo bene e non essendo la casa mai stata formalmente divisa (se non per la parte inerente le varie tasse) la notizia mi ha lasciata basita. Quali sono le conseguenze pratiche x me di tale scelta? E come posso riunire nuovamente la proprietà? Grazie x l’aiuto e scusate lo sfogo.

    • Amministratore ha detto:

      Sua zia può fare testamento o donazioni come meglio crede e lei non ha possibilità di impugnarle (se non eventualmente dimostrando una incapacità della zia).
      ciò detto alla sua morte risulterà nuda proprietaria per 1/2 detta associazione e lei proprietaria piena dell’altra metà dell’immobile. Essendo a lei riservato l’usufrutto però potrà lei in via esclusiva utilizzare l’immobile fino alla sua morte; in tale momento poi metà casa andrà ai suoi eredi mentre la metà in nuda proprietà della associazione diventerà piena proprietà dell’associazione stessa essendosi l’usufrutto a quel punto estinto.

      • Lia ha detto:

        Grazie per la risposta, in fondo me l’aspettavo. A livello legale non c’è nulla da eccepire, è dal punto di vista morale che la scelta mi ha fatto male. A questo punto posso solo sperare che l’associazione non sappia cosa farsene della nuda proprietà della metà di un bene indiviso e preferisca il denaro decidendo quindi di venderla, nel qual caso presumo di avere un diritto di prelazione nell’acquisto (o sbaglio?).

      • Amministratore ha detto:

        In realtà non dal punto di vista legale anche se penso che lei sarebbe l’unica acquirente possibile… chi è che compra mezza nuda proprietà che potrà riscuotere in pratica tra chissà quanti anni e in concorso con altri… potrebbe provare a chiedere a sua zia se invece del legato a loro di nuda proprietà non possa fare un legato a lei della piena proprietà con onere a suo carico di pagare una somma a detta associazione (semplificherebbe la monetizzazione del lascito per tutti)

  11. Martin ha detto:

    Buonasera, vorrei un Vostro parere sul seguente caso: il de cuius possedeva il 50% della nuda proprietà ed il 50% della proprietà di un bene immobile, il restante 50% è di titolarità dell’usufruttuario ancora in vita. E’ corretto indicare nel modello 4 l’immobile due volte, una con l’indicazione della proprietà del 50% ed il relativo valore e l’altra indicando la nuda proprietà del 50% e il relativo valore sulla base dell’età dell’usufruttuario?
    Ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete dedicarmi

  12. Antonio ha detto:

    Salve volevo un’informazione. Sto compilando una dichiarazione di successione. Riguardo ad un immobile, il de cuius aveva: 5/12 proprietà e 7/12 usufrutto (sempre per lo stesso immobile).
    Nel quadro B1 della dichiarazione, alla voci “Quote di possesso”, “Diritto” e “Valore”, cosa devo inserire?
    Grazie in anticipo

  13. franco ha detto:

    buongiorno avrei un problema con la successione di mio padre proprietario al 50% con mia madre di un locale commerciale e qui la ripartizione per la successione mi sembra normale ma mio padre mi risulta proprietario dell’abitazione ove adesso vive mia madre , la quale resta in casa quale coniuge superstite, è vero che la successione sull’immobile non si menziona proprio perchè lei ha questo diritto? se l’immobile è in comunione è sempre la stessa cosa? Mi è stato detto che la succesione si potrà fare solo alla morte di mia madre. Grazie

  14. Alessandro Nicolai ha detto:

    Buongiorno
    Mio padre possiede un immobile sul quale ha già fissato un futuro usufrutto, al momento della sua morte, nei confronti della sua attuale compagna (che non è mia madre). La mia domanda è la seguente:
    come si concilia l’eredità di successione fra me, mio fratello e la compagna di mio padre, con l’usufrutto di quest’ultima sullo stesso immobile? Ossia, è vero come mi hanno raccontato, che alla morte di mio padre, la sua compagna, essendo già titolare dell’usufrutto sull’immobile non ne potrà divenire anche proprietaria, per la sua porzione, insieme a me e mio fratello?
    grazie

    • Amministratore ha detto:

      è vero che la sua compagna, non essendo coniuge, non ha diritti ereditari legittimi quindi salvo eventuale testamento manterrà solo il diritto d’usufrutto che ha ricevuto per donazione o che riceverà per testamento.
      discorso diverso se nel frattempo suo padre sposerà la compagna (che a quel punto divverrà erede) o se, con testamento le lascerà oltre all’usufrutto anche altri diritti

      • Alessandro Nicolai ha detto:

        Buongiorno, specifico meglio, mio padre è già sposato con la persona a cui ha già stabilito usufrutto con atto notarile (credo donazione), quindi come tale usufrutto si concilia con la futura eredità di una porzione? ossia la moglie di mio padre puo’ essere contemporaneamente titolare di usufrutto e proprietaria di una porzione (per eredìtà) dello stesso immobile su cui ha usufrutto?
        grazie ancora della sua risposta.

      • Amministratore ha detto:

        In linea generale si, sarà erede (salvo testamento diverso, comunque da lei impugnabile) con la quota riservata al coniuge e avrà anche l’usufrutto che già ha ricevuto. L’usufrutto potrebbe valere come anticipo di donazione (da scontare dalla quota) in fase di divisione qualora fosse stato donato senza dispensa da collazione; se invece fosse donato con dispensa si imputerebbe alla quota disponibile. Comunque in generale ogni erede legittimario (come sono sia coniuge che figli) ha diritto ad una quota di riserva e quindi, se l’usufrutto eccedesse la disponibile voi potreste agire per la reintegra della vostra quota. Per avere un quadro preciso però servirebbe una valutazione precisa dell’asse ereditario.

  15. Martin ha detto:

    Pongo il seguente quesito: il de cuius è deceduto nell’anno 2016 e possedeva anche la nuda proprietà di due beni immobili, atteso che il tasso di interesse legale è variato dal 1/1/2017, dal 0.2% al 0.1%, mi chiedo se, ai fini di determinare la corretta base imponibile della nuda proprietà, sia corretto continuare ad utilizzare l’int. legale in vigore nell’anno 2016 (0.2%), in quanto devo considerare il valore della nuda proprietà al momento del decesso e non al momento del pagamento delle imposte ipotastali.
    Ringrazio anticipatamente per il tempo che vorrete dedicarmi.

  16. Martin ha detto:

    Buongiorno, non sapendo come inserire un nuovo post continuo nel presente.
    Pongo in seguente quesito: l’11/11/1965 Tizio e Margherita coniugi in comunione legale dei beni acquistano un’abitazione con cantina pertinenziale con 18,60/1000 millesimi di proprietà sui beni comuni ivi compresa un alloggio portineria; attesa la correttezza delle ditte degli altri beni, per la portineria invece risultava, sin dall’impianto meccanografico, eguale proprietà per la portineria senza considerare la comunione. Ciò stante nel 1982 Tizio muore e nella sua dichiarazione di successione non viene inserita detta portineria, anche a causa di un errore nella ditta consistente nel cognome che penso abbia tratto in inganno gli eredi o chi per essi che materialmente hanno redatto tale documento, preciso che tale errore è ancora oggi risulta in visura.
    Vorrei sapere se è corretto presentare una successione integrativa di Tizio, come detto deceduto nel 1982 e solo successivamente presentare la dichiarazione di Margherita per dare continuità nelle trascrizioni: in definitiva non vorrei mai che, non presentando detta integrativa, un domani gli eredi si trovino nella condizione di non poter cedere gli immobili se non modificando la dichiarazione che mi accingo a presentare (oltre a redigere l’integrativa di Tizio) con ovvie mie responsabilità professionali.
    Ringrazio anticipatamente

  17. Mattia ha detto:

    Salve, sono figlio unico (ho 26 anni) per mio padre e 3° figlio di mia madre. Mia madre ha avuto gli altri due figli (uno di 35 anni e l’altro di 40) dall’ex marito (sono separati e divorziati). Invece sono figlio unico da parte di mio padre. I miei sono sposati, hanno un appartamento intestato a loro (dove vivo io e mia moglie), per “evitare” che i miei “fratellastri” in futuro (quando mia madre scomparirà, futuro lontano) possano chiedere i beni di mia madre in eredità (l’appartamento), se i miei genitori mi fanno a nome mio “il diritto di usufrutto per testamento” è sufficiente che sia mio al 100% senza pagare le loro eventuali quote? o ci sono altri metodi legali.
    Vogliamo fare questa procedura prima che in un futuro lontano ci siano dei problemi e vada tutto perso.
    Spero di aver scritto bene il mio dilemma. Grazie

  18. Dania ha detto:

    Buongiorno,
    Mettiamo il caso che esiste una proprietà suddivisibile per tre eredi ma i genitori concedono in usufrutto (per non donarla con un atto notarile) a uno dei tre di poter godere dell’usufrutto mettendo gli altri due soggetti in una condizione di disparità non solo economica ma pure morale. Ricorrere legalmente a una soluzione è possibile!?
    Saluti

    • Amministratore ha detto:

      A meno che non si possa provare una incapacità naturale del donante detto usufrutto non è contestabile fino all’apertura della successione del donante ed anche in tale occasione sarà riducibile solo se lesivo delle quote di riserva degli altri eredi legittimari

    • Domenico franza ha detto:

      mio sucero aveva l’usofrutto di un ufficio e durante il periodo non ha pagato il condominio , inoltre è stata fatta la facciata e le spese aveva detto che li pagava lui, ora è deceduto chi paga le spese della facciata del condominio e gli arretrati del mancato pagamento quote condominiali, gli eredi o chi era il reale proprietario dell’immobile (ufficio) grazi

      ________________________________

      • Amministratore ha detto:

        devono pagare gli eredi del debitore, ovvero l’usufruttuario. Il condominio poi in caso di insolvibilità di questi potrebbe cercare in solido il nudo proprietario.

      • Amministratore ha detto:

        vi ringrazio della risposta, vorrei chiedervi altresì questo quesito:-
        mio suocero quando era in vita, ha affrontato le spese di matrimonio di mio cognato e d’accordo con il padre della sposa hanno acquistato un appartamento per la coppia prima di sposarsi, pagando il 50 per cento ciascuno . Mio suocero ha sempre detto anche a mio cognato che alla sua morte la casa che aveva di proprietà con la moglie sarebbe rimasta alla figlia ed al secondo figlio essendo che il primo aveva già avuta la sua parte acquistando la metà dell’appartamento ove poi andava ad abitare appena si è sposato. Essendo che il proprio suocero non ha lasciato per iscritto ma nè sono a conoscenza diverse persone della sua volontà,mio cognato, vuole entrare ad avere la sua parte sulla casa pur avendola già avuta con l’acquisto da parte di mio suocero della metà dell’appartamento ove abita. Cosa mi consiglia, le somme spese per lui non fanno accumulo di eredità già goduta, mi dia un consiglio.

      • Amministratore ha detto:

        in linea di principio una donazione indiretta vale, ai fini del calcolo dell’attivo ereditario per valutare eventuali lesioni come una donazione diretta. resta da vedere se detta donazione, per cui non è prevista la collazione, rientri o meno nella quota disponibile di suo suocero; in caso positivo a suo cognato spetterà anche parte della successione, in caso ecceda la disponibile si potrà contestare la lesione con apposita causa giudiziale.
        Le suggerisco di rivolgersi ad un legale per la valutazione del caso concreto.

  19. cosimo ha detto:

    Buongiorno, pongo il seguente quesito:
    mia madre è deceduta ed ha lasciato testamento notarile in cui c’è scritto che, pur avendo due figli (io e mia sorella), lascia l’immobile si sua proprietà a mio figlio minorenne con usufrutto a mia moglie.
    Ho fatto quanto previsto per la successione tramite Patronato, ma adesso arriva una richiesta dell’Agenzia delle Entrate intestata a mia moglie di pagare per l’usufrutto in quanto Lei non è erede diretta. Ma essendo comunque la stessa famiglia ed io il figlio del decuius ed intestatario dello stato di famiglia posso avanzare ricorso per non pagare?

  20. vinci64 ha detto:

    Buongiorno, mio padre, proprietario di un trreno agricolo al 50% con mia madre, in comunione dei beni è deceduto nel 2016. I 4 figli, avendo ereditato la quota di legge, devono indicarla in dichiarazione dei redditi oppure si costituisce l’usufrutto legale sull’intero bene a favore di mia madre quindi gli obblighi di dichiarazione restano in capo a lei? Grazie. Saluti

    • Amministratore ha detto:

      non c’e nessun usufrutto legale (né in questo caso il diritto di abitazione, riferito solo alla casa coniugale) quindi la dichiarazione dovrà essere presentata da uno degli eredi (moglie o figli).

  21. giuseppe curatolo ha detto:

    SALVE. HO IL SEGUENTE QUESITO DA PORRE.IL FRATELLO DI MIO PADRE IL QUALE NON HA AVUTO FIGLI NE’ DAL PRIMO MATRIMONIO(LA PRIMA MOGLIE E’ DECEDUTA) NE’ A SECONDE NOZZE, HA ACQUISTATO IN SECONDE NOZZE UNA ABITAZIONE.CI RISULTA CHE MIO ZIO SIA USUFRUTTUARIO AL 100% DELL’IMMOBILE MENTRE LA SUA SECONDA MOGLIE NUDA PROPRIETARIA. VORREMMO SAPERE DATO CHE MIO ZIO NON STA BENE E LA SUA MOGLIE ORA CHIEDE AIUTO AI FRATELLI DI MIO ZIO TRA CUI MIO PADRE,SE MIO PADRE E I SUOI FRATELLI POSSONO ENTRARE IN POSSESSO ALLA MORTE DI MIO ZIO DI UNA QUOTA DELL’USUFRUTTO.grazie

  22. Michele ha detto:

    Salve, chiedo gentilmente di avere una giusta risposta al mio quesito: i miei genitori con atto di donazione dal notaio mi donarono, 10 anni fa, un immobile con causola di usufrutto, 50% mio padre e 50% mia madre e io la nuda proprietà, ora al momento che mio padre è passato a miglior vita vengo a scoprire che nella clausola di usufrutto non c’è scritto il diritto di accrescimento, ora sono obbligato a pagare metà quota dell’imu? e sono diventato proprietario assoluto del restante 50% del donato? come posso suddividere l’appartamento a metà per usufruirne? dato che mia madre detiene ancora la metà dell’usufrutto e abita per fortuna in un altro appartamento. Quale è la Legge che mi tutela e mi da ragione? Grazie

    • Amministratore ha detto:

      ora la proprietà è cosi suddivisa: 50% in piena proprietà a lei e il rimanente 50% con nuda proprietà a lei e usufrutto a sua madre.
      se sua madre non abita nell’immobile potrete affittarlo dividendo al 50% il ricavato oppure potrà andarci a stare lei concordando con sua madre se le lascia la sua quota in comodato gratuito o in affitto.

  23. luciano ha detto:

    Buon giorno, volevo chiedere, sono divorziato con 3 figli maggiorenni e abitano nei rispettivi appartamenti . Tra non molto mi sposo con una nuova compagna la quale ha  un figlio maggiorenne che lavora e abita all’estero, sono proprietario di un appartamento e alla mia morte voglio lasciare alla moglie  fin che e^ in vita di abitare in tale appartamento. In seguito i miei figli hanno diritto alla eredità? Che documenti devo fare dal notaio e se prima o dopo il matrimonio? La ringrazio anticipatamente .  

                                                                                                                    Distinti Saluti Luciano 

    • Amministratore ha detto:

      se la casa è di sua proprietà esclusiva sua moglie per legge alla sua morte avrà il diritto di abitazione su di essa. la proprietà invece verrà ripartita in quote tra sua moglie (1/3) e i suoi tre figli (2/3); salvo testamento.

  24. Alessandra ha detto:

    Salve, vi pongo un quesito: alla morte di mia nonna (2012) la sua casa è andata in eredità a mio padre e mia zia al 50%. Nel 2013 ho acquistato con un mutuo il 50% di mia zia usufruendo delle agevolazioni prima casa e la casa è diventata la mia abitazione principale. Nel 2015 mi sono trasferita per lavoro e ho messo la casa in affitto percependo i proventi e pagando tutte le tasse (cedolare secca, IMU e TASI) anche a carico di mio padre. Mio padre è deceduto nell’estate del 2016 ed ora mia madre e mia sorella sono proprietarie di 1/6 ciascuna dell’immobile. Mi conferma che mia madre e mia sorella hanno diritto a ricevere 1/6 ciascuno dell’affitto e hanno il dovere di pagare la loro parte di tasse ed eventuali spese condominiali straordinarie?
    Se vivessi io nell’appartamento avrebbero comunque il diritto di chiedermi di pagare loro un affitto?
    Mia sorella vive da anni in una casa di proprietà dei miei genitori in USA e per diversi anni è stata da loro mantenuta in toto sia in USA che in Italia. Ciononostante il mio timore è che quando mia madre non ci sarà più mia sorella possa chiedermi tutte le quote di affitto che negli anni non le ho corrisposto sia per quando la casa era in affitto che per quando ci ho vissuto io. è cosi?
    Il fatto che mia sorella non paghi affitto ne mutuo da anni e che sia mantenuta non può in qualche modo essere preso in considerazione ed eventualmente annullare questo mio “debito” nei suoi confronti?

    Grazie mille

    • Amministratore ha detto:

      Naturalmente la invito, vista la complessità della vicenda, a rivolgersi ad un legale spiegandogli il caso nel dettaglio.
      in generale senza dubbio non possono chiederle nulla per il periodo in cui la proprietà era di suo padre, possono invece ora in proporzione alle loro quote di proprietà (per cui sono tenute anche a pagare le spese naturalmente).
      eventuali richieste su arretrati comunque potranno essere valutate tenendo conto anche delle donazioni che ha avuto sua sorella. Non mi torna però un punto, se suo padre è deceduto ed era proprietario di parte della casa in Usa, ora essa sarà anche sua per una quota di detta parte…

  25. Pierangelo Basciu ha detto:

    SALVE : HO RICEVUTO DAI MIEI GENITORI CON ATTO DI DONAZIONE CON DIRITTO DI USUFRUTTO LA CASA IN CUI ABITO TUTT’ORA . L’ABITAZIONE CHE PER ME E’ LA PRIMA CASA NON CORRISPONDO ALCUN CANONE DI AFFITTO IN QUANTO MI CONSENTONO DI VIVERCI A TITOLO GRATUITO. VORREI SAPERE SE IN FASE DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEVO DICHIARARLA IO O I MIEI GENITORI. GRAZIE

    • Amministratore ha detto:

      Se la detiene a titolo di comodato tutti gli adempimenti spettano ai proprietari, se invece la possiede in base al diritto reale di usufrutto tendenzialmente, per tutte le conseguenze fiscali, è lei ad esserne responsabile

  26. Angelo Campanile ha detto:

    Buongiorno vorrei porre un quesito. Stiamo per redigere la successione legittima di mio padre, recentemente scomparso. Gli eredi legittimi sono i tre figli (tra cui il sottoscritto) e mia madre di 71 anni. Per un immobile, di comune accordo stiamo valutando la possibilità di suddividere le quote legittime come segue: nuda proprietà suddivisa tra i tre figli e usufrutto interamente a mia madre. Questo soddisfa i criteri della legittima?

    • Amministratore ha detto:

      per la legge a sua madre su detta casa spetta il diritto di abitazione, non il diritto di usufrutto oltre alla proprietà della sua quota (se non rinuncia all’eredità, caso in cui manterrebbe solo il diritto di abitazione).
      Nulla vieta comunque, in fase di divisione della comunione ereditaria di stabilire quote diverse concordate tra tutti.

  27. Rosario ha detto:

    Salve, ho il seguente quesito io e mie 3 fratelli (ho anche 2 sorelle) siamo proprietari delle nuda dei nostri appartamenti, mentre nostra madre era proprietaria dell’usofrutto. Poco prima della morte di mia madre arrivivo da pagare, a mia madre, l’IMU per tutti i 4 appartamenti per gli anni 2012-2013 e 2014. Essendo deceduta mia madre ed avendo aquisito noi la completa proprietà degli appartamenti, le tasse non pagate sono a carico dei proprietari degli appartamenti (io e i miei tre fratelli) o devono essere pagate da tutti gli eredi?
    Grazie

  28. Claudia Liva ha detto:

    Buongiorno, mia madre è deceduta l’anno scorso ed era usufruttuaria assieme a mio padre di una casa, la quale alla loro morte diventa di mia proprietà, da atto notarile fatto in passato. Mio padre è ancora vivo, e non abbiamo fatto la successione. Secondo lei dovevamo fare la successione? Devo comunicare qualcosa alla AdE ?

    • Amministratore ha detto:

      se sua madre non aveva altro oltre a detto usufrutto non serve far successione, dovrà fare la riunione di usufrutto della metà che ora è in sua piena proprietà, salvo eventuale accrescimento del diritto di usufrutto da parte di suo padre

  29. EMANUELE ha detto:

    Nell’anno 2013 in seguito alla morte di mio padre;inesce un testamento redatto di suo pugno in cui lasciava a mia madre l’usufrutto di tutto oltre alla sua quota legittima. Presi dallo sconforto noi 2 figli abbiamo firmato confermando tale volontà in fase di successione. Ora che in seguito a litigi e ripicche di nostra madre chiediamo se sia possibile revocare tale godimento che ci ha penalizzati.

    • Amministratore ha detto:

      una volta accettato il testamento e data acquiescenza allo stesso solitamente è impossibile impugnarlo, salvo possibili ipotesi di dolo e contraffazione che sarebbero da studiare nel caso concreto.
      Nel caso chiedete parere ad un legale.

    • walter ha detto:

      buongiorno,
      sono nulla tenente.
      Ho solo un contratto di comodato gratuito che mio padre mi ha fatto per l’uso di un suo fabbricato come abitazione principale da parte mia di cui ho sostenuto le spese di ristrutturazione.
      Risulto tuttora sposato in comunione dei beni, ma mia moglie è emigrata in america e ha una figlia dal precedente matrimonio.
      In caso di mia premorienza, in fase di testamento posso disporre che la mia quota legittima di futura eredità (siamo 3 fratelli con i genitori tuttora in vita) sia così disposta:
      alla moglie in quanto ha lasciato il tetto coniugale con promessa di ritorno dopo aver terminato gli studi medici e l’apprendistato in america, ma non so se ritorna solo l’usufrutto dell’eventuale mio appartamento ove abito attualmente, mentre tutte le quote di nuda proprietà ai nipoti (figli dei miei fratelli)?
      E’ possibile trovare un formula (quantificazione dell’usufrutto per calcolo della quota legittima, ovvero lasciare alla moglie solo l’usufrutto e non la nuda proprietà della casa paterna) per stabilire il rispetto della quota legittima da parte mia sull’asse ereditario, se dovuto al coniuge emigrato in america?

      • Amministratore ha detto:

        Lei per testamento può disporre solo dei beni che sono suoi al momento della morte, non anche la futura eredità da poarte di suo padre. la sua quota di eredità paterna, in caso di sua premorienza, andrebbe per rappresentazione ai suoi figli (e non anche a sua moglie) se ne ha; altrimenti sarà accresciuta agli altri eredi di suo padre (i suoi fratelli e sua madre se ancora in vita).

      • Domenico franza ha detto:

        Buonasera volevo chidervi questo quesito Mio suocero anni orsono insime al padre della mogli del figlio acqistavano un appartamento alla coppia pagando ognuno il cinquanta per cento per i loro figli,ora da un anno e morto mio suocero ed a giugno 2017 e morta anche mia suocera , quindi non essendo lasciato testamento i beni di una casa ed un ufficio vengono divisi in parti uguali tra i tre figli o viene conteggiato anche quanto avuto da uno dei figli dell acquisto e pagamento del 50 per cento della casa al Momento che si doveva sposare e pagato da mio suocero mentre l altro 50 per cento dal padre della sposa.mi spiefa come dobbiamo fare la successione come divisione dei beni grazie Ottieni Outlook per Android

        ________________________________

      • Amministratore ha detto:

        in fase di successione legittima si indica il patrimonio in quote indivise tra gli eredi legittimi, in fase di divisione (dal Notaio) farete presente detto acquisto il cui importo potrà essere computato in quota all’erede che ha ricevuto la donazione.

  30. cecilia querci ha detto:

    Buongiorno. Ho ereditato con mia sorella la casa dei miei genitori che è in un a città lontana da dove vivo, ma dove vive e studia mio figlio. Ora vorrei dare il mio 50% in usufrutto a mio figlio, così che potesse prendervi la residenza con una notevole diminuzione nel pagamento dell tasse. E’ possibile anche nel caso che mia sorella non fosse d’accordo? Grazie mille

  31. luigi principe ha detto:

    HO DONATO A MIA FIGLIA DUE APPARTAMENTI, DI CUI UNO HO IO
    L’USUFRUTTO,ALLA MIA MORTE COSA SUCCEDERA’,MIA FIGLIA
    DOVRA’ PAGARE QUALCOSA AL FISCO OLTRE ALLE NORMALI TASSE
    IMU E QUANT’ALTRO?

  32. Anna Lucia Malvasi ha detto:

    Buonasera,
    vorrei informazioni in merito ad una situazione complicata. Nel 2007 ho comprato 2 casette nel centro storico in prov. di Matera dando l’usufrutto ai miei genitori e dopo alcuni anni rileggendo l’atto notarile mi sono accorta che l’usufrutto è per accrescimento !
    Dopo molte peripezie avevamo deciso di vendere le case e i miei genitori avrebbero rinunciato all’ usufrutto. In sede Notarile il notaio ci avvisa che su quelle case grava un ipoteca di 36000 euro dovuta ad alcune tasse non pagate da mio padre quando aveva una piccola impresa a sua volta cessata nel 1999. Pertanto mi sconsiglia vivamente di prendermi il 100% della proprietà
    Quest’anno mio padre è morto . Come si regola pertanto la successione?
    Quali sono i costi di successione che bisognerà sostenere?

    • Amministratore ha detto:

      per quanto riguarda la casa semplicemente suo padre morendo ha perso l’usufrutto, transitato a sua madre per accrescimento.
      quanto alla successione i costi dipendono dai beni che suo padre possedeva e che sono eventualmente caduti in successione.

      • Anna Lucia Malvasi ha detto:

        Buonasera, la ringrazio per la Sua celere risposta. Mio padre oltre a quell’usufrutto non aveva nient’altro, neppure la pensione . L’ipoteca di 36000 euro invece è passata a mia madre con l’accrescimento dell’usufrutto? Alla Sua morte dovrei diventare proprietaria al 100 per cento. Ma quell’ipoteca come verrà regolata?

      • ANNA LUCIA ANNA MALVASI ha detto:

        Buongiorno,

        vorrei proportle un quesito che ancora dopo 2 anni nemmeno un legale di cassazione è riuscito a risolvere.
        Con la morte di mio padre abbiamo comunicato al catasto che lui non è piu in vita. Lui aveva un usufrutto con mia madre per accrescimento e su cui gravava un ipoteca di cui le avevo parlato di circa 36000.

        oggi facendo una visura ipotecaria sull’immobile mi sono accorta che l’ipoteca è transitata sull’immobile.
        Mia madre ha anche lei l’usufrutto ma a suo carico non risultano ipoteche.
        A che titolo l’agenzia delle entrate lascia l’ipoteca su un immobile quando l’usufruttuario è morto?
        Cosa dovrei fare per liberarmi di tutto cio?
        io e mia madre possiamo fare una rinuncia ad essere sue eredi e chiudere la partita con l’agenzia delle entrate?

      • Amministratore ha detto:

        Ritengo che la questione debba essere oggetto di un parere legale, previa visione della documentazione. La invito a rivolgersi ad un legale che si occupa magari di esecuzioni immobiliari e conosce meglio la materia

  33. Raffaele ha detto:

    Salve, nel 2004 tramite atto notarile mi è stato donata la nuda proprietà di un app.to da parte di mio nonno, con riserva di usufrutto vita natural durante senza obbligo di cauzione o inventario. Specificando nel quadro D dell’atto che alla sua morte subentrava in tali diritti la conuige.
    Ora essendo il nonno deceduto, mi chiedevo se mi spettano degli adempimenti in virtù dell’accaduto, a me o in carico a mia nonna.
    Grazie

  34. Mirco ha detto:

    Vorrei una conferma in fase di voltura di una successione legittima i figli possono passare alla madre l’usofrutto totale ? trattasi di abitazione prima casa e loro tenersi la nuda proprietà anche la quota della madre? Grazie

  35. Mario ha detto:

    Mio padre è morto mia nonna è usufruttuaria da 30 anni
    Noi siamo 3 figli più una moglie
    L’usufruttuario può diventare proprietario?

  36. stenico nico ha detto:

    buon giorno, chiedo cortesemente un parere in merito alla seguente questione: mia moglie deceduta, ha nominato erede di tutti i beni mobili ed immobili la figlia minore in quanto gli altri tre figli, gia tacitati in vita. Nel dar corso alla procedura di successione si è venuti a conoscenza che mia moglie era usufruttuaria da circa 20 anni di una quota di appartamento in affitto mai goduta, di proprieta di uno dei figli gia tacitati in vita.
    Tale usufrutto non goduto può essere recuperato dalla figlia nominata suo unico erde?
    ringrazio anticipatament
    nik

  37. enrico ha detto:

    buona sera domanda secca. il de cuius era proprietario per quota di nuda proprietà pari al 2/24 e per usufrutto 2/24, ora che faccio la successione il valore da prendere come riferimento Qual’è ? oppure lo calcolo come proprietà (pagando di più)

  38. pierfrancesco ha detto:

    SALVE, CHIEDO UN PARERE.
    Tizio nel testamento lascia erede con il solo usofrutto sugli immobili e tutti i beni mobili (c/c e titoli) alla compagna,
    indicando e lasciando la nuda proprietà in parte al fratello e alla sorella premorta (dove subentrano due nipoti).
    chiedo quali sono e quanto le imposte da pagare e chi deve pagare al momento della successione.

    • Amministratore ha detto:

      le imposte dipendono dal valore dei cespiti e dal grado di parentela che lega eredi e de cuius.
      in generale spetta a tutti in proporzione alla quota acquisita (in qutoliquidazione le ipocatastali e poi liquidate dall’AE l’imposta di successione.Per avere un conteggio preciso deve predisporre o far predisporre la dichiarazione di successione in cui verranno indicati e valorizzati i singoli cespiti

  39. Elisa ha detto:

    Salve, due brevi quesiti.
    1. Devo inserire in successione un immobile di qualità fabbricato diruto; che valore devo attribuire visto che in visura non è presente alcuna voce di reddito? è obbligatorio attribuire un valore, benchè simbolico (esempio 10, 00 euro)?
    2. Sul suddetto immobile il de cuius era titolare di:
    – 1/6 quale nudo proprietario
    – 2/6 quale proprietario.
    Come devo inserire questi valori? se inserisco due volte stesso immobile, quindi con due progressivi 001 e 002, il programma che utilizzo mi da l’errore. Devo forse inserire altro intercalare (altro quadro b1)?
    grazie molte e anticipate

  40. Roberto ha detto:

    Buonasera,
    un mese fa è venuto a mancare mio padre che, assieme a mia madre, era usufruttuario dell’appartemento di mia proprietà. Sono figlio unico e vorrei sapere, per cortesia, quali sono gli obblighi da assolvere per far si che la mamma possa continuare a godere del diritto di usufrutto vita natural durante.
    Grazie

  41. andre ha detto:

    Buonasera
    un mese fa è venuto a mancare mio padre che, assieme a mia madre, era usufruttuario dell’appartamento di mia proprietà. Sono figlio unico. Vorrei sapere cortesemente, quali sono gli adempimenti da svolgere affinchè la mamma possa continuare a godere del diritto di usufrutto vita natural durante.
    Grazie

    • Amministratore ha detto:

      Se sua madre aveva il diritto con accrescimento, esso si estende all’intero immobile e quindi eventualmente dovrà procedere all’estensione all’agenzia del Territorio. in caso contrario lei risulta pieno proprietario del 50% e dovrà fare la riunione di usufrutto per detta metà; sua madre continuerà ad abitare l’immobile come usufruttuario ma, a fini fiscali (es. IMU) per metà risulta lei il proprietario tenuto al pagamento

  42. Fabio ha detto:

    Salve sto per avviare le pratiche di successione.Mio papà ha lasciato per testamento tutto a mia mamma e a me figlio nulla.Questo per evitare di avere i tre immobili di proprietà affittati anche a carico mio sul 730.
    È stata una scelta sbagliata? O risulto nudo proprietario?
    Altrimenti alla morte di mia mamma riparo le imposte catastali e ipotecarie?
    Grazie

    • Amministratore ha detto:

      risulta diseredato quindi non ha nulla (a meno che suo padre non abbia lasciato a sua madre il solo usufrutto). naturalmente alla morte di sua madre, quando erediterà dovrà pagare le imposte ipotecaria e catastale. Se è stata una scelòta giusta o sbagliata è difficile dirlo, bisognerebbe valutare la situazione nel dettaglio; in linea generale sarebbe stato meglio passare a lei la nuda proprietà e lasciare l’usufrutto a sua madre (così sarebbe stata sua madre la locatrice ma gli immobili sarebbero passati in nuda proprietà a lei figlio, evitando la doppia successione). tenga anche conto che con la cedolare secca le imposte sull’immobile non gravano sul 730 quanto ad aliquota e cumulo base imponibile bensì sono scontate in misura fissa a prescindere dal locatario e dal suo reddito personale.

  43. Antonino ha detto:

    Buona sera, mio zio era proprietario di un appartamento acquistato prima del matrimonio dopo si è sposato in comunione dei beni, adesso è morto. nel 2011 aveva fatto un testamento che lascia alla moglie il 50% e l’usufrutto dell’appartamento e il resto agli altri eredi. preciso che non ci sono figli ma mio zio aveva 5 fratelli. Cosa succede adesso con la successione e chi dovrà pagare le tasse imu ecc. se la moglie decide di affittare l’appartamento e non di venderlo dal momento che lei è proprietaria di un’altro appartamento dove andrà ad abitare?
    Grazie mille per una celere risposta

  44. stefano ha detto:

    buongiorno,una settimana fa’ e’ venuta a mancare mia sorella,intestataria unica dell’immobile di famiglia perche’ ricomprato da lei stessa,con usufrutto a vita per mia madre.volevo sapere se adesso datosi che siamo tutti unici eredi,mia madre torna ad essere erede della quota che le spetta oltre al mantenimento dell’usufrutto,e se mia madre puo’ direttamente passare la sua quota a noi figli senza perdere l’usufrutto..

    • Amministratore ha detto:

      se sua sorella non ha figli né marito gli eredi sono madre e fratelli. Sua madre se vuole può rinunciare all’eredità e a quel punto le quote di nuda proprietà (fermo restando l’usufrutto che non viene intaccato dalla successione) verranno ripartite tra voi fratelli

  45. dina ha detto:

    Biongiorno, al rogito risultai ai mie genitori la nuda proprieta al 50% a testa e alle mie due sorelle la nuda proprieta(abitano tutti insieme).per errore la casa l’hanno sempre dichiarata le mie sorelle come abitazione principale.
    Alla morte di mio padre lo stesso appartamento non e stato indicato in successione..al catasto risulta mia mamma con abitazione in regime di comunuione di beni e le mie sorelle la nuda proprieta1/2.
    Cosa mi consiglia di fare??e nell’eventualita che venisse a mancare mia mamma cosa devo indicare in successione?
    grazie

  46. Feliciano Bernabei ha detto:

    Buongiorno,nel testamento pubblico fatto da mio suocero , deceduto da poco, lascia l’appartamento a mia moglie, l’usufrutto a mia suocera, mentre per l’altra figlia dichiara che ha già provveduto a tacitarla in vita. Purtroppo sul testamento insieme all’appartamento, non ha indicato anche una piccola quota di un garage/parcheggio ( lui aveva 1/5, per cui ora questa piccola parte dovrebbe essere divisa con mia suocera e mia cognata. Domando cortesemente:si puo’ fare all’atto della successione testamentaria rinuncia da parte di mia suocera e di mia cognata della loro parte(cioè di quel 1/5) ?E per non avere l’sufrutto, anche se indicato a mia suocera.nel testamento, puo’ essa rinunciare e avere comunque un diritto di abitazione, visto che già abita lì?
    Grazie

    • Amministratore ha detto:

      sicuramente sua cognata (chiamata legittima solo per il garage) può fare la rinuncia; per quanto riguarda sua suocera la sua rinuncia (possibile) comprenderebbe tutti i beni ereditari, ivi compreso l’usufrutto.
      manterrebbe comunque il diritto di abitazione se l’immobile era tutto di proprietà del de cuius o in comproprietà tra i coniugi

  47. luca ha detto:

    Buongiorno.
    Mio padre è morto ed aveva usufrutto sull’immobile in cui viveva ed io la nuda proprieta’ . I quesiti sono i seguenti : devo fare la riunione di usufrutto con domanda di voltura catastale e se si con quali documenti ? Per quanto riguarda la successione , avendo in banca un saldo molto basso posso presentare la documentazione di esonero ? ( e quindi l’usufrutto è un diritto reale non comparabile alla proprietà ?) .
    Grazie

    • Amministratore ha detto:

      salve,
      poiché l’usufrutto si estingue alla morte dell’usufruttuario non andrà in successione e quindi se non ci sono altri diritti immobiliari e la successione è in linea retta sotto i 100.000 euro potrà non presentare la dichiarazione e sbloccare il conto con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
      Al catasto invece, come nudo proprietario, dovrà fare la riunione di usufrutto certificando la morte dell’usufruttuario.

  48. Barbara ha detto:

    Buongiorno, avrei bisogno di un’informazione. Mio padre, che è deceduto qualche mese fa, aveva una figlia nata da un precedente matrimonio. Dal secondo matrimonio di mio padre con mia madre siamo nati io e mio fratello. Circa 12 anni, dato che l’altra figlia aveva già una casa di proprietà, fa i nostri genitori, deciso di donare la casa a me e mio fratello con questo criterio: mia madre ci ha donato il 50% e l’altro 50% di mio padre ci è stato trasferito in parte con donazione e in parte con vendita (per la parte che in un futuro, ormai attuale, sarebbe potuta essere impugnata dall’altra figlia). La domanda è questa, data la situazione sopra descritta, e dato che mio padre non aveva somme di denaro che si avvicinassero nemmeno lontanamente a 100.000 euro, ma aveva solo un’auto del 2007 intestata, la dichiarazione di successione occorre farla comunque? Grazie

    • Barbara ha detto:

      P.S. Chiedo scusa avevo dimenticato di scrivere un’altra parte del quesito. I miei avevano in contestazione un conto corrente con firma disgiunta, aperto nel 2006, ossia dopo il Trattato di Basilea del 2003, quindi mia madre volendo avrebbe potuto chiuderlo ed ha operato sul conto come da suo diritto. Preciso che al momento del decesso, la somma presente insieme con alcuni titoli azionari era sempre nettamente inferiore a 100.000 euro. Mia madre per ovvie sopraggiunte necessità di liquidità ha venduto parte dei titoli di cui solo 1 era cointestato con mio padre, mentre tutti gli altri erano in un sottodeposito solo a nome di mia madre. Di questi titoli purtroppo ora ne è rimasto uno sempre nel sottodeposito esclusivo di mia madre che non è stato venduto in quanto molto in perdita. La presenza di questo titolo ovviamente impedisce la chiusura del conto. Cosa succede ad aspettare lasciando il conto aperto? Immagino che il tutto sia sempre legato al fatto di procedere o meno con la successione, ma non riusciamo a raccapezzarci in tal senso.

    • Amministratore ha detto:

      si è esonerati dalla presentazione della dichiarazione di successione in caso di eredità devoluta in linea retta, senza immobili e con patrimonio attivo sotto i 100 mila euro

  49. giuseppe ha detto:

    Buongiorno, questo il quesito: circa tre anni fa, con atto pubblico innanzi al Notaio, i miei genitori hanno ceduto la nuda proprietà di un immobile a mia sorella, trattenendo per loro il diritto di usufrutto, con la condizione che, in caso di decesso di uno dei coniugi, il detto diritto di usufrutto si fosse accresciuto al coniuge superstite. Purtroppo uno dei coniugi è venuto a mancare e, quindi, ho avviato la pratica per la denunzia di successione. Sul detto immobile su cui ha la nuda proprietà mia sorella ed il diritto di usufrutto mia madre, vanno pagate imposte?? L’immobile deve essere indicato nella denunzia di successione quant’anche è già di proprietà di mia sorella precedentemente al decesso di papà??
    Grazie mille.

    • Amministratore ha detto:

      l’immobile su cui il de cuius ha usufrutto non va in successione. Dovrà fare la estensione dell’usufrutto a favore di sua madre al catasto e presentare la successione di suo padre se ha altri beni (sempre che non siano solo beni mobili sotto i 100 mila euro, caso in cui in caso di successione in linea retta si è esentati dall’obbligo)

  50. MARCO BERNARDO ha detto:

    lo zio celibe di mia moglie e deceduto da poco e ha lasciato con testamento pubblico una casa a mia suocera come usufrutto e a mia moglie la nuda proprietà. abbiamo fatto la pubblicazione del testamento dal notaio e adesso dovremmo fare la pratica di successione all’agenzia delle entrate. volevo sapere chi e tenuto a pagare per la successione mia suocera o mia moglie e se la percentuale del pagamento e 1 o 2% la casa in questione non puo essere prima casa in quando sia mia moglie che mia suocera posseggono gia un immobile in prima casa.

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